lunedì 9 giugno 2008

per fortuna era buia

Per il capo del tempio di Taleju a Bhaktapur la scelta della nuova Kumari non è stata facile. Decine di bambine, tra i due e i sette anni, sono state passate in rassegna. Per essere «eleggibili» le piccole devono venire dalle famiglie newar, gli Shakya, i primi abitanti della valle del Katmandu, discendenti di Buddha, e devono possedere le «32 perfezioni».
In primis l'aspirante dea deve
essere bella,
gli occhi neri,
le ciglia come quelle di una mucca,
le cosce di daino
e l'organo sessuale non sporgente.
Ma è anche importante che la bimba non abbia subito perdite di sangue e sia priva di ferite o cicatrici.
E poi deve avere un completo controllo sulle sue emozioni: durante i riti un suo lamento o anche un battito di ciglia potrebbe essere interpretato come un segno di disgrazia per il Paese.
Per questo le candidate vengono sottoposte a prove crudeli che testino il loro carattere.
A prevalere su tutte è stata Shreeya Bajracharya, sei anni.
Soltanto lei è riuscita a dormire una notte intera senza piangere in una stanza buia tra le teste mozzate delle capre e dei bufali sacrificati in onore della dea Kali. E non ha avuto difficoltà a riconoscere tra mille oggetti quelli appartenenti alla precedente Kumari.
(corriere.it - 09.06.08)

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