Il patibolo mobile, in Cina il bus per i condannati.
Iniezione letale a bordo mentre si dirige al più vicino ospedale per l'espianto degli organi.
(corriere.it - 25.03.09)
mercoledì 25 marzo 2009
antifurto a filo
Il timore di essere derubato avrebbe spinto il proprietario di una masseria a ideare un congegno - un fucile calibro 12 col grilletto collegato, tramite un filo, alla porta d'ingresso della sua masseria- che ha ucciso un malvivente di 31 anni.
(ansa - 25.03.09)
(ansa - 25.03.09)
uomo ragno a bangkok
Terrore in una scuola di Bangkok dove un bambino autistico di 8 anni, molto agitato per il suo primo giorno di scuola, ha scavalcato il davanzale sedendosi sul cornicione.
Ma a salvarlo, come in un film, è intervenuto un vigile del fuoco travestito da Spiderman che è riuscito a superare la diffidenza del bambino.
Nonostante gli sforzi messi in atto dalle insegnanti il piccolo non voleva saperne di lasciare il cornicione del terzo piano della scuola, riservata a bambini con problemi.
E' stata la madre ad un certo punto a rivelare la passione del figlio per Spiderman.
Un vigile del fuoco, Somchai Yoosabai, ha subito preso al balzo l'idea ed è corso in caserma a travestirsi. "Gli ho detto che Spiderman era lì per salvarlo - ha raccontato l'uomo alle tv a vicenda conclusa - e che nessun mostro lo avrebbe attaccato".
A quel punto il bambino è riuscito a camminare sul cornicione e a rifugiarsi tra le braccia del supereroe.
Il vigile ha confessato di tenere il vestito da Spiderman in caserma per rendere meno noiose le sedute di addestramento.
(ansa - 24.03.09)
Ma a salvarlo, come in un film, è intervenuto un vigile del fuoco travestito da Spiderman che è riuscito a superare la diffidenza del bambino.
Nonostante gli sforzi messi in atto dalle insegnanti il piccolo non voleva saperne di lasciare il cornicione del terzo piano della scuola, riservata a bambini con problemi.
E' stata la madre ad un certo punto a rivelare la passione del figlio per Spiderman.
Un vigile del fuoco, Somchai Yoosabai, ha subito preso al balzo l'idea ed è corso in caserma a travestirsi. "Gli ho detto che Spiderman era lì per salvarlo - ha raccontato l'uomo alle tv a vicenda conclusa - e che nessun mostro lo avrebbe attaccato".
A quel punto il bambino è riuscito a camminare sul cornicione e a rifugiarsi tra le braccia del supereroe.
Il vigile ha confessato di tenere il vestito da Spiderman in caserma per rendere meno noiose le sedute di addestramento.
(ansa - 24.03.09)
martedì 24 marzo 2009
infarto al chirurgo
«Non potevo abbandonare in un momento delicato. E non sono un eroe, ho solo fatto il mio dovere». Si schernisce e glissa sul fatto che ci poteva rimettere la vita, il neurochirurgo che ha continuato ad operare con un infarto addosso.
Cardarelli, tarda mattina di lunedì scorso. Sul lettino del complesso di Neurochirurgia c´è un anziano paziente, affetto da "glioblastoma". È un tumore che ha coinvolto una delicata area del cervello. Gli anestesisti gli infilano l´ago in vena, lentamente parte la soluzione che induce il sonno artificiale. Pronto, "lavato" come si dice in gergo tecnico e con la mascherina sul viso, c´è Claudio Vitale, il 59enne primario "incaricato".
Inizia l´intervento. Tutto sembra filare liscio, ma Vitale a un certo punto accusa un dolore al petto. È molto forte. Una smorfia, il chirurgo continua. Pensa a un reumatismo, si concentra sul campo operatorio. Ma col passare dei minuti, quel pugno al centro del torace si fa sempre più stretto. Lo specialista intuisce la gravità.
Può essere un attacco cardiaco. Lo dice ai collaboratori. Lo invitano a smettere, lui si rifiuta.
C´è un´emorragia da dominare e Vitale acconsente solo a farsi fare un prelievo di sangue per avere conferma del sospetto. Dieci minuti e l´infermiere agita il referto: "Infarto posteriore".
Il medico dovrebbe lasciare, ma da lui ancora un no deciso: «Prima finisco, poi mi ricovero».
Sopporta il dolore e conclude l´intervento. Con successo. Nell´antisala è pronta la barella e trenta minuti dopo Vitale è sottoposto ad "angioplastica" per disostruire la coronaria.
In serata è in Terapia intensiva. Ora stanno bene. Entrambi, medico e paziente.
(repubblica.it - 20.03.2009)
Cardarelli, tarda mattina di lunedì scorso. Sul lettino del complesso di Neurochirurgia c´è un anziano paziente, affetto da "glioblastoma". È un tumore che ha coinvolto una delicata area del cervello. Gli anestesisti gli infilano l´ago in vena, lentamente parte la soluzione che induce il sonno artificiale. Pronto, "lavato" come si dice in gergo tecnico e con la mascherina sul viso, c´è Claudio Vitale, il 59enne primario "incaricato".
Inizia l´intervento. Tutto sembra filare liscio, ma Vitale a un certo punto accusa un dolore al petto. È molto forte. Una smorfia, il chirurgo continua. Pensa a un reumatismo, si concentra sul campo operatorio. Ma col passare dei minuti, quel pugno al centro del torace si fa sempre più stretto. Lo specialista intuisce la gravità.
Può essere un attacco cardiaco. Lo dice ai collaboratori. Lo invitano a smettere, lui si rifiuta.
C´è un´emorragia da dominare e Vitale acconsente solo a farsi fare un prelievo di sangue per avere conferma del sospetto. Dieci minuti e l´infermiere agita il referto: "Infarto posteriore".
Il medico dovrebbe lasciare, ma da lui ancora un no deciso: «Prima finisco, poi mi ricovero».
Sopporta il dolore e conclude l´intervento. Con successo. Nell´antisala è pronta la barella e trenta minuti dopo Vitale è sottoposto ad "angioplastica" per disostruire la coronaria.
In serata è in Terapia intensiva. Ora stanno bene. Entrambi, medico e paziente.
(repubblica.it - 20.03.2009)
google e la privacy
giovedì 19 marzo 2009
dito usb

Un ragazzo finlandese perde l’ultima falange di un dito in un incidente e si fa impiantare una chiavetta Usb.
Tutto è nato da una battuta dei medici che hanno assistito Jerry Jalava, programmatore finlandese, in ospedale dopo l’incidente in moto in cui il ragazzo ha perso l’ultima falange dell’anulare sinistro.
L’IDEA – Apprendendo che il giovane geek si guadagna da vivere stando al computer, uno dei dottori che si occupava della costruzione della protesi per il dito gli ha infatti suggerito di compensare la porzione mancante con una pennetta Usb. Era ironico, ovviamente, ma a quanto pare l’idea è piaciuta molto al programmatore, che non ci ha pensato due volte e ha chiesto che fosse realizzata.
... la protesi in silicone in cima alla quale è stata incorporata la pendrive Usb non è fissa: è una specie di guaina morbida che può essere sfilata dal dito in qualsiasi momento. Per esempio quando il ragazzo deve trasferire dei dati da o sul suo personalissimo supporto di archiviazione digitale da 2GB di capienza. «Se devo usare la memoria Usb lascio la protesi infilata nella porta dedicata del computer, per poi rimettermela addosso quando il trasferimento dati è terminato», ha detto Jerry, che ha anche anticipato come sarà la versione 2.0 della protesi: «Avrà un tag Rfid sul polpastrello, e questa parte sarà rimovibile indipendentemente dal resto».
(corriere.it - 19.03.09)
mercoledì 4 marzo 2009
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